FidiToscana » Agevolazioni di Credito » Commercio » Sirio 2005
 
Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2008
Regione Toscana
· Sirio 2005
Contributi in conto interessi/canoni in favore di piccole e medie imprese operanti nei vari settori del commercio ed i pubblici esercizi. P.R.S.E 2001/2005 Azione A.1 (L.R. 35/2000). Delibere Giunta Regionale n. 840 e 841 del 6 settembre 2004. Decreto Dirigenziale Regione Toscana n. 6573 del 12 ottobre 2004. 

Scheda informativa Preleva la documentazione (formato pdf) » Calcolo investimento ammissibile »
Disciplinare "Vetrina Toscana" (formato pdf) » Modulistica certificazione C.A.T. (formato pdf) » Allegati A-B (formato pdf) »
Definizione di PMI valida dall'1/1/05 (formato pdf) » Schema di dichiarazione liberatoria del fornitore (formato pdf) » Aree Obiettivo 2 e Ph. out. »
Banche convenzionate » Elenco C.A.T. per certificazione (formato pdf) » Le domande di agevolazione FidiToscana possono essere presentate anche attraverso gli uffici di Confcommercio e Confesercenti »
Progetto area Montecatini Terme – Valdinievole s » Nuove disposizioni regionali in materia di rendicontazione (formato pdf) »  

ATTENZIONE!!
A seguito della chiusura del periodo di programmazione PRSE Regione Toscana sono sospese le graduatorie di ammissione e la presentazione delle domande a valere sul provvedimento dal 1/10/2008.

Si rende noto che la Regione Toscana con Decreto n. 2045 del 08/05/2007 ha stabilito di concedere alle imprese beneficiarie, nonche’ alle banche/societa’ di leasing, la possibilita’ di inviare tutta la documentazione necessaria per la rendicontazione degli investimenti ammessi ENTRO E NON OLTRE 3 MESI SUCCESSIVI ai 18 mesi previsti al punto 8.3 del bando approvato con decreto dirigenziale n. 6573/2004.

La domanda deve essere inviata esclusivamente a mezzo Raccomandata A/R pena la non accettazione della domanda.

N.B. Per le imprese localizzate nei territori di altitudine superiore a 300 metri slm, compresi nei comuni classificati interamente o parzialmente montani; come definiti dalla L.R. 82/2000 (norme in materia di comunità montane), può essere fatta richiesta di ulteriore abbattimento del tasso di interesse sulla base di quanto previsto dalla L.R. 95/96 e dalla delibera della G.R. N. 261 DEL 14/02/2005 - Fondo denominato "ALTO". Per usufruire dell'agevolazione aggiuntiva occorre allegare il modello di domanda relativo all'attivazione del fondo "Alto" prelevabile da questo sito nel capitolo Agevolazioni di credito/Settori Extra Agricole/Provvedimento "ALTO".

Finalità
Agevolare l’accesso al credito alle piccole e medie imprese commerciali, per favorire i processi di ristrutturazione, liberalizzazione, innovazione e crescita dell’attrattività e delle fruibilità della rete distributiva.


1) Beneficiari
  1. Sono beneficiari le piccole e medie imprese commerciali, singole e/o associate, operanti sia a posto fisso che su aree pubbliche, ed i pubblici esercizi, che effettuino investimenti in Toscana, operanti nei diversi settori del sistema distributivo.
  2. Le imprese devono avere i requisiti previsti dalla Raccomandazione della Commissione n. 361 del 06.05.2003 e devono aderire al disciplinare di rete “Vetrina Toscana” (allegato C).
  3. Le agevolazioni sono soggette alla regola del “de minimis”.

2) Investimenti ammissibili
  1. Le spese di investimento ammissibili comprendono, al netto di imposte, tasse, oneri previdenziali e notarili:
    1. l’acquisto, la costruzione di fabbricati nella misura massima del 50% del totale dell’investimento complessivo ammissibile. L’acquisto del suolo aziendale nella misura massima del 10% del totale dell’investimento complessivo ammissibile.
      Entrambe le tipologie di investimento possono essere accolte soltanto se facenti parte di un progetto comprendente anche altre tipologie di intervento di cui alle successive lettere c), d), e), f), g), i);
    2. l’acquisto del fondo da parte delle piccole imprese che appartengono alle categorie di operatori che esercitano il commercio al dettaglio in Esercizi di Vicinato o Esercenti in Pubblici Esercizi, se già condotto in regime di locazione da almeno 5 anni, nella misura massima del 50% del costo complessivo del fondo;
    3. l’ampliamento e la ristrutturazione di immobili funzionali all’attività commerciale;
    4. investimenti per la riqualificazione e il potenziamento dei sistemi ed apparati di sicurezza dell’esercizio commerciale ivi comprese sia le tipologie di interventi citate nel decreto del Ministero dell’Interno del 08/01/2004 sia interventi interni e/o esterni, comunque finalizzati a riqualificare e/o potenziare i sistemi e gli apparati di sicurezza dell’esercizio commerciale;
    5. l’acquisto e ristrutturazione di impianti, macchinari, arredi, attrezzature;
    6. l’acquisto di hardware e software anche finalizzato a progetti che realizzano attività di e-commerce;
    7. le spese per l’adeguamento alle normative vigenti con particolare riguardo alla sicurezza dei lavoratori ed alla accessibilità alle persone disabili;
    8. le spese di progettazione e direzione lavori in misura non superiore al 10% dell’investimento complessivo ammissibile;
    9. certificazioni di qualità, di responsabilità sociale ed ambientali;
    Le spese non devono essere state sostenute anteriormente ai sei mesi che precedono la presentazione della domanda. Altresì la data di erogazione del finanziamento/leasing non deve essere anteriore al suddetto periodo.

  2. Sono escluse dalle spese di investimento ammissibili:
    • le scorte di magazzino e gli automezzi per le attività commerciali non svolte su aree pubbliche;
    • le spese di funzionamento e di parte corrente;
    • gli impianti, i macchinari, gli arredi, e le attrezzature ceduti all’impresa dai soci o dagli amministratori dell’impresa stessa o dai loro coniugi o parenti entro il secondo grado. Sono ricompresi in questa fattispecie i beni provenienti da società nella cui compagine siano presenti i soci o gli amministratori dell’impresa beneficiaria o i loro coniugi o parenti entro il secondo grado;
    • le spese relative a commesse interne di lavorazione.


3) Importo dell'investimento
Le spese per gli investimenti sono ammissibili fino ad un massimo di Euro 180.000. Qualora l’investimento ricomprenda anche le spese di cui al punto 2.1 lett. a), tale limite si innalza fino a Euro 260.000. L’importo minimo ammissibile di investimento è di Euro 20.000. Tale soglia minima non si applica alle domande che prevedono unicamente investimenti di cui al punto 2.1 d).


4) Tipologia dell'aiuto

Contributo in conto interessi/canoni su finanziamenti o operazioni di leasing.


5) Entità del contributo
- Il contributo in conto interessi/canoni è concesso nella misura di 1,25 punti percentuali annui, su un finanziamento a medio termine o su un leasing regolati ad un tasso di interesse non superiore al tasso di riferimento del settore commercio. Il finanziamento a medio termine deve avere un importo non superiore al 75% dell’investimento e una durata non superiore a 7 anni. Il contributo è elevato a 2,5 punti per investimenti effettuati da imprese aderenti a Centri Commerciali naturali e/o a Moduli specifici del programma regionale Vetrina Toscana.

- Il contributo in conto interessi viene concesso in misura pari all’abbattimento totale degli interessi (comunque non superiore al tasso di riferimento ministeriale) per le seguenti iniziative:
  1. investimenti per la sicurezza dell’esercizio commerciale indicati alla lettera d) del punto 2.1
  2. investimenti realizzati da imprese operanti in Empori polifunzionali: si considerano Empori polifunzionali gli Esercizi di Vicinato che svolgono congiuntamente ad attività commerciali altri servizi di interesse per la collettività, anche in convenzione con soggetti pubblici e/o privati, secondo le condizioni e le modalità stabilite dal Comune competente per territorio. Tali Esercizi sono localizzati in ambiti territoriali con popolazione inferiore a 3000 abitanti interessati da fenomeni di rarefazione del sistema distributivo e dei servizi. Tali ambiti sono individuati dal Comune previa consultazione con le Associazioni dei Commercianti e dei Consumatori.
  3. investimenti realizzati da imprese operanti in negozi o mercati di interesse storico o di tradizione. Si considerano negozi o mercati di interesse storico o di tradizione gli ambienti ed i luoghi individuati e certificati dal Comune in attuazione dei criteri indicati al punto 3.1 del Progetto integrato per la tutela attiva delle botteghe e dei mercati storici e di tradizione approvato con D.G.R. nr. 841/2004. Per gli operatori su aree pubbliche il contributo di cui al punto 5, II comma, è ammesso per iniziative di acquisto e /o ristrutturazione di attrezzature e mezzi finalizzati alla realizzazione di banchi architettonicamente compatibili come indicato al punto 4.3 del Progetto regionale per la qualità e la valorizzazione dei mercati toscani approvato con D.G.R. 841/2004. Tali iniziative devono essere concordate con il Comune.


6) Criteri di valutazione dei progetti
  1. alle piccole imprese che appartengono alle categorie di operatori che esercitano il commercio al dettaglio in Esercizi di Vicinato, in Pubblici Esercizi ed Ambulanti – punti 6.
  2. alle piccole imprese a conduzione prevalentemente femminile, secondo i requisiti soggettivi di cui alla Legge 215/92 (vedi nota 1) – punti 5;
  3. alle imprese che prevedono un investimento localizzato nelle aree della Toscana escluse dai benefici previsti dagli interventi dei fondi strutturali dell’Unione Europea – punti 4;
  4. alle piccole imprese fornite di certificazione di responsabilità sociale inerente agli standard S.A. 8000 – punti 3;
  5. alle piccole imprese che realizzano interventi che prevedono una riduzione dell’inquinamento ambientale (allegare certificazione tecnica) – punti 2.
Le suddette priorità sono cumulabili.
Le condizioni devono essere presenti al momento della presentazione della domanda.

7) Presentazione della domanda e documentazione da allegare
Le domande possono essere presentate a partire dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del bando sul BURT.
I soggetti richiedenti devono presentare esclusivamente a mezzo lettera raccomandata A/R, la domanda di contributo indirizzata a Fidi Toscana S.p.A. - Viale G. Mazzini – 46 – 50132 Firenze, allegando la seguente documentazione:
  1. copia del certificato di iscrizione al registro delle imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, non anteriore a 6 mesi;
  2. l’elenco dei soci (per le società);
  3. c) la descrizione e l’importo complessivo dell’investimento, corredati da idonea documentazione di spesa (preventivi, compromesso, etc.), con l’indicazione della copertura finanziaria e degli obiettivi produttivi ed occupazionali che si intendono conseguire e l’indicazione del Comune dove è localizzato l’ intervento. Qualora il Comune sia parzialmente ricompreso nelle aree ob.2 o Sostegno Transitorio, occorre attestazione rilasciata dal Comune stesso;
  4. d) Certificazioni da parte dei Centri di Assistenza Tecnica (CAT) ex art.23 del D.Lgs.114/98 ed autorizzati dalla Regione Toscana che attestano l’adesione dell’impresa a Centri Commerciali Naturali e/o a moduli specifici della Rete “Vetrina Toscana” (allegato D). Le suddette certificazioni da parte dei CAT sono effettuate a titolo gratuito.
  5. dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà mediante la quale l’impresa attesta di aderire al protocollo Vetrina Toscana, quale condizione di ammissibilità;
  6. una dichiarazione sostitutiva attestante (vedi nota 2):
    1. l’esistenza dei requisiti di micro, piccola o media impresa, come indicati dalle normative comunitarie in materia;
    2. l’assenza degli impedimenti previsti dalla disciplina vigente;
    3. che il richiedente è a conoscenza che le agevolazioni di cui al presente decreto sono soggette al regime “ de minimis”, come definito dalla disciplina comunitaria in materia.
  7. certificazione da parte dell’amministrazione comunale territorialmente competente che attesti la eventuale appartenenza dell’impresa alle categorie dell’Emporio polifunzionale e/o di negozio o mercato storico o di tradizione.
Ciascun soggetto richiedente può presentare a Fidi Toscana S.p.A. più domande di contributo, purché a fronte di spese di importo complessivo non superiore al massimale indicato al punto 3) nell’arco di tre anni dalla prima richiesta.


8) Procedure
L’istruttoria sarà effettuata da Fidi Toscana S.p.A, in quanto soggetto attuatore della mis. A.1 del PRSE 2001/2005. Il termine perentorio per il completamento della documentazione è fissato in 90 giorni dalla data di invio da parte di Fidi Toscana della richiesta di integrazione, decorso tale termine la domanda decade.
La graduatoria delle domande ammesse sarà formata trimestralmente a partire dal 1° trimestre utile dopo la pubblicazione sul B.U.R.T., fino ad esaurimento delle risorse.
Saranno inserite in graduatoria le domande risultate complete 30 giorni prima della scadenza del trimestre solare e dichiarate ammissibili.
La graduatoria sarà formulata da Fidi Toscana S.p.A. sulla base del miglior punteggio, in caso di parità di punteggio prevale la maggiore entità dell’investimento ammissibile, in caso di ulteriore parità di punteggio prevarrà la data di completamento della documentazione (fa fede il timbro postale di accettazione della lettera raccomandata).
Fidi Toscana S.p.A. trasmette comunicazione dell’avvenuta concessione dei contributi al beneficiario interessato e all’Istituto di credito o alla Società di leasing che finanzia il progetto. La Banca o la Società di leasing comunica a Fidi Toscana S.p.A. le proprie decisioni in merito, entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Il soggetto beneficiario ha l’obbligo di ultimare e rendicontare le spese di investimento entro e non oltre i 18 mesi dalla data dell’atto di concessione.
Fidi Toscana S.p.A eroga i contributi in conto interessi o in conto canoni attualizzati in unica soluzione. Il tasso di attualizzazione è pari al tasso vigente, fissato dal Ministero dell’Industria, Commercio, Artigianato, ai fini della concessione di agevolazioni per le imprese.
Fidi Toscana S.p.A. eroga i contributi direttamente al soggetto beneficiario.
L’erogazione e’ subordinata alla realizzazione dell’investimento da parte del beneficiario e all’erogazione a saldo del finanziamento o al perfezionamento dell’operazione di leasing, nonché all’acquisizione della documentazione finale di spesa che consiste in: copia delle fatture quietanzate e accompagnate da idonea documentazione comprovante l’avvenuto pagamento, avente forza probatoria equivalente, copia dei contratti di compravendita, verbale di consegna dei beni in caso di leasing, copia dei contratti di fornitura dei servizi reali, copia dei contratti di franchising dai quali emergano le quote iniziali dei contratti.
Gli originali della suddetta documentazione di spesa dovranno essere conservati dall’impresa beneficiaria a disposizione degli Uffici della Regione Toscana e dei tecnici a tal fine eventualmente incaricati, per i 5 anni successivi al completamento degli investimenti.
Non alterano la conformità al progetto di investimento ammesso ai contributi eventuali modifiche purché si raggiungano ugualmente le finalità dell’investimento. In ogni caso i contributi sono erogati in relazione all’importo dell’investimento effettivamente realizzato dal beneficiario e comunque non oltre l’importo del progetto di investimento ammesso ai contributi per ogni singola tipologia di spesa.
Fidi Toscana S.pA. assicura a tutti i soggetti richiedenti che hanno presentato domanda di contributo la conoscenza degli atti relativi alle procedure di ammissione o di esclusione che li riguardano.
Fidi Toscana S.p.A. effettua i controlli di 1° livello sui beneficiari dei contributi ai sensi del presente decreto.
La Regione Toscana,tramite le proprie strutture competenti o il soggetto attuatore, può effettuare i controlli sui beneficiari e le risultanze dei controlli sono trasmesse agli Enti ed ai soggetti interessati per gli atti conseguenti.
Le risultanze sui soggetti beneficiari sono trasmesse in ogni caso a Fidi Toscana per gli atti conseguenti.


9) Decadenza
Il diritto al contributo decade:
  1. ove il beneficiario non provveda alla rendicontazione entro il termine sopraindicato;
  2. qualora venga meno la sussistenza dei requisiti previsti dalle presenti direttive;
  3. qualora il beneficiario rifiuti i controlli disposti dalla Regione. In tal caso Fidi Toscana SPA deve provvedere al recupero del contributo, qualora quest’ultimo sia già stato erogato;
  4. nel caso di risoluzione del contratto di finanziamento per anticipata estinzione;
  5. per cessazione di attività, ad eccezione delle imprese individuali a condizione che continuino l’attività in forma giuridica diversa, mantenendo la finalità dell’investimento e che permangano i requisiti previsti dal bando;
  6. per concordato preventivo con cessione dei beni, per concordato fallimentare, per fallimento, per azioni esecutive;
  7. per cessione di tutti o di parte dei beni ammessi a contributo nel caso non siano sostituiti con altri aventi la stessa funzione nel processo produttivo.
Il beneficiario è tenuto a comunicare con tempestività ogni variazione intervenuta.
L’importo da restituire sarà pari al totale del contributo in conto interessi/canoni percepito dall’impresa nel caso in cui, a seguito dei controlli effettuati dalla Regione Toscana, risultino inesistenti i requisiti previsti dalla normativa. L’importo sarà computato dalla data del venire meno dei requisiti sino alla data del termine dell’ammortamento.
La richiesta di restituzione del contributo, ove avvenga in seguito a controllo, sarà autorizzata dal soggetto responsabile dell’azione di revoca.
Il contributo da restituire sarà maggiorato degli interessi di mora in misura non superiore al tasso legale.


Garanzie sussidiarie
Fidi Toscana può rilasciare garanzie sussidiarie sulle operazioni di finanziamento/ leasing nell’ambito delle disposizioni di legge e statutarie che ne disciplinano l’attività.


Normativa
Piano Regionale dello Sviluppo Economico 2001/2005 – L.R. 35/2000 – Azione A.1
Delibera Giunta Regionale n. 840 del 6 settembre 2004; Delibera Giunta Regionale n.841 del 6 settembre 2004.
Decreto Dirigenziale Regione Toscana n. 6573 del 12 ottobre 2004.


Nota 1
Ai sensi della L. 215/92, le imprese a “prevalente partecipazione femminile” sono:
  1. le imprese individuali in cui il titolare sia una donna;
  2. le società di persone e le società cooperative in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60% dei componenti della compagine sociale, indipendentemente dalle quote di capitale detenute;
  3. le società di capitali in cui le donne detengano almeno i due terzi delle quote di capitale e costituiscano almeno i due terzi del totale dei componenti dell’organo di amministrazione. (torna al paragrafo 6b).


Nota 2
Per la sua validità, la dichiarazione deve essere accompagnata da copia di un documento valido di identità del legale rappresentante. In caso di società di persone, si raccomanda di verificare il soggetto che ha potere di richiedere il finanziamento/ leasing agevolato. (torna al paragrafo 7f).

© Fidi Toscana SpA · P. della Repubblica 6 · 50126 Firenze · tel. 05523841 · mail@fiditoscana.it